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Giorgio de Chirico (1888 - 1978), Isola di San Giorgio. photo Sotheby's

olio su tela, firmato; firmato e iscritto sul retro, cm 60x80,5 - Est. 180,000—250,000 EUR Lot Sold 312,750 EUR

Eseguito nel 1965

PROVENANCE: Collezione Lombardi, Firenze
Galleria Delux, Milano
Galleria Il Nettuno, Bologna
Ivi acquistato dalla famiglia dell'attuale proprietario

LITERATURE AND REFERENCES: C. Bruni Sakraischick, Catalogo Generale Giorgio de Chirico, Milano 1987, vol. I, tomo III, n. 112, illustrato

NOTE: "I primi esempi di vedute di Venezia, non documentate da riproduzioni, compaiono nel '32 alla mostra alla Galleria Milano di Milano. Probabilmente eseguite in occasione della permanenza dell'artista nella città per la partecipazione alla Biennale del '32, sono sintomatiche del nuovo atteggiamento assunto dall'artista nei confronti della rappresentazione della realtà. La produzione prosegue per tutto il corso degli anni '30 e '40 mescolandosi a volte alle vedute di altre città: Genova (1933) e anche Saint-Cloud, Firenze, Napoli (1943); ma diventa di grosso peso dal dopoguerra. Di Venezia, città eminentemente metafisica,come la definisce già nel '19 nello scritto su "Valori Plastici" (Impressionismo), l'artista esegue delle vedute di tipo tradizionale: Canal Grande e l'Isola di San Giorgio pubblicate innumerevoli volte con varianti minime.
(N. Cardano, Giorgio de Chirico, in catalogo della mostra, Galleria Nazionale d'Arte Moderna, Roma 1982, vol. I, pag. 222)

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Giorgio de Chirico (1888 - 1978) Meditazione al crepuscolo. photo Sotheby's

olio su tela, firmato e datato 1943, cm 40x50 - Est. 180,000—250,000 EUR Lot Sold 216,750 EUR

Eseguito negli anni Settanta. Opera registrata presso la Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma. L'opera è accompagnata da certificato su fotografia rilasciato dalla Fondazione Giorgio e Isa de Chirico, Roma

PROVENANCE: Galleria Marescalchi, Bologna
Collezione Saottini, Desenzano
Ivi acquisito dall'attuale proprietario

NOTE: In Meditazione al crepuscolo Giorgio de Chirico riprende una serie d tematiche a lui care tipiche dei dipinti giovanili eseguiti tra il 1908 e il 1910 in cui sono già presenti gli elementi iconografici delle "piazze di'Italia": le architetture disposte come quinte teatrali, la statua seminascota nell'ombra, il profilarsi dello spessore dei muri chiari sulle superfici scure e soprattutto la centralità degli spazi vuoti.
In particolare la figura giacente al centro della composizione ricorda l'Arianna dormiente dei Musei Vaticani: "Alla figura della principessa di Cnosso, che aveva aiutato Teseo ad uscire dal labirinto seguendo il famoso filo e poi, da lui abbandonata, era stata svegliata e posseduta da Dioniso, Nietzsche aveva dato un particolare significato simbolico che anche de Chirico adotta. Arianna rappresenta per lui l'anima che, abbandonata da Teseo (la logica che si serve del filo), accoglie Dioniso, il dio dei Misteri del corpo, lascia la razionalità per l'intuizione ed entra nel labirinto. L'interpretazione tradizionale del mito viene capovolta e il filo di Arianna, per de Chirico come per Nietzsche, non deve più condurre fuori ma dentro il labirinto dell'inconscio.
(P. Baldacci, G. Ross, De Chirico, Venezia 2007, pag. 78)

Sotheby's. Modern & Contemporary Art including Contemporary Art from a Private Collection. 26 May 10. Milan www.sothebys.com